Tutto quello che devi sapere sul fruttosio

Il fruttosio

Dopo le numerose raccomandazioni circa la pericolosità dello zucchero, sono apparse sul mercato numerose alternative, sia naturali che artificiali. Mi sono trovata spesso davanti a persone che preferivano di gran lunga il fruttosio perché naturale e quindi migliore rispetto ai vari edulcoranti che circolano in giro. Ma siamo sicuri che il fruttosio sia così salutare?

Cos’è il fruttosio

fruttosio

Il fruttosio è uno zucchero semplice che, come dice il nome stesso, si trova essenzialmente nella frutta matura. Rispetto al glucosio contiene un atomo meno di carbonio, è cioè un monosaccaride composto da 5 atomi di carbonio: il glucosio stesso nel complesso ciclo di respirazione cellulare viene trasformato in fruttosio, con il rilascio di energia prontamente utilizzata dal sistema cellulare. Il potere dolcificante è maggiore rispetto al semplice glucosio e, combinato con quest’ultimo, dà vita al più famoso saccarosio, ovvero lo zucchero bianco che comunemente utilizziamo.

Il fruttosio fa bene?

Il suo maggiore potere dolcificante ne ha creato un falso mito: effettivamente dolcificando di più se ne dovrebbe consumare meno, ma la questione si complica durante il processo di assimilazione.

Come accennato il fruttosio è già componente del ciclo di respirazione cellulare: ingerendolo direttamente non facciamo altro che saltare un passaggio, fattore che però non viene visto di buon grado dal sistema cellulare. Le nostre cellule, infatti, non sono fatte per ricevere fruttosio puro: non essendo riconosciuto come zucchero non si attivano tutte quelle reazioni che portano l’organismo alla produzione di insulina, necessaria a modulare il livello di zuccheri nel sangue. Contrariamente a quanto si possa pensare, questa NON è una buona notizia per i diabetici: questo monosaccaride, infatti, può essere metabolizzato esclusivamente a livello epatico andando ad intasare i mitocondri che letteralmente scoppiano sotto la pressione esercitata da questa molecola. Si attivano quindi tutti quei meccanismi di immagazzinamento che poi ci portano ad ingrassare. In particolare, mentre il glucosio può essere metabolizzato da tutte le cellule, il fruttosio viene metabolizzato esclusivamente a livello epatico: ciò significa che assumendo fruttosio puro andremo ad affaticare eccessivamente il fegato con tutti i rischi ad esso connessi.

E gli zuccheri della frutta?

Come è possibile quindi che il nostro organismo reagisca tanto male all’introduzione di fruttosio, ma necessiti di frutta per rimanere in salute? La risposta è semplice: la frutta non è composta di fruttosio puro, ma è un sapiente connubio di zuccheri, sali minerali, vitamine e fibre. Proprio queste ultime ne rallentano il metabolismo, consentendo una corretta gestione di questo zucchero a livello cellulare. Via libera quindi alla frutta e alla dolcificazione grazie ad essa; lasciamo sugli scaffali invece le confezioni di fruttosio industriale, che crea più danni che altro. Piuttosto che utilizzare simili alternative, forse è meglio abituare il palato a sapori meno dolci, ma più aromatici.

photo credit: Lori Greig via photopin cc

Lascia un commento